Internet Explorer e il suo sistema di rating dei contenuti che nessuno voleva

Internet Explorer e il suo sistema di rating dei contenuti che nessuno voleva

Mag 17, 2026 web history internet explorer web standards pics standard parental controls internet nostalgia web development technical standards browser history

Il sistema di classificazione dei contenuti di Internet Explorer che nessuno aveva chiesto

Ricordi quando il web era un po' più selvaggio? Quando la moderazione dei contenuti sembrava un'idea lontana e i browser cercavano di imbrigliare la natura umana con semplici metadati? Quei tempi sembrano ormai remoti.

Oggi, mentre sviluppiamo infrastrutture cloud e ottimizziamo il SEO tecnico dei nostri domini, è facile dimenticare quanto fossero bizzarre alcune soluzioni proposte all'inizio della storia di internet. Uno degli esempi più curiosi, nato durante le guerre tra browser, è il tentativo di Internet Explorer di introdurre un sistema di rating universale. Un caso emblematico di buona intenzione tecnica che si scontra con la realtà.

Il sogno: un sistema standardizzato per classificare i contenuti

Negli anni Novanta, qualcuno in Microsoft guardò il caos del web nascente e si chiese: E se provassimo a dare un voto a tutto?

Così nacque RSACi (Recreational Software Advisory Council — Internet), costruito sulla piattaforma PICS (Platform for Internet Content Selection), uno standard W3C pensato per creare un framework universale di classificazione. L'idea, in teoria, era semplice ed elegante:

I siti avrebbero aggiunto volontariamente metadati alle pagine, descrivendo il contenuto secondo quattro criteri:

  • Violence (da assente a violento)
  • Nudity (da assente a esplicito)
  • Sexual content (da assente a esplicito)
  • Language (da assente a volgare)

Gli amministratori del browser potevano impostare soglie per ogni categoria e proteggere le impostazioni con una password. Qualsiasi sito che superava i limiti veniva bloccato. In teoria, i ragazzi che navigavano sotto il controllo dei genitori non avrebbero mai incontrato contenuti "inappropriati".

Perché è fallito: il problema dell'adozione

Ma un sistema basato sulla collaborazione spontanea di tutti funziona solo se quasi tutti partecipano.

In realtà, pochissimi siti implementarono le etichette RSACi. Quando si attivava il sistema in IE, ci si trovava davanti a una scelta impossibile:

  1. Consentire siti senza rating — rendendo il sistema inutile, perché quasi tutto il web era privo di etichette
  2. Bloccare i siti senza rating — limitando l'accesso a poche pagine su tutto internet

Alcuni siti usavano liste bianche o nere manuali, ma questo approccio non funziona su larga scala.

Il difetto di fondo era chiedere ai proprietari dei siti di valutare se stessi e accettare restrizioni. Come chiedere a un teenager di essere sempre trasparente con i genitori.

PICS era molto più ambizioso di quanto sembri

Qui il tema diventa ancora più curioso.

PICS non era solo un sistema di rating. Era un vero e proprio linguaggio per definire schemi di classificazione, e usava S-expressions come syntax. Questo bedeutete:

  • Possibilità di creare vocabularie custom
  • Siti che potevano dichiarare appartenenza a più schemi contemporaneamente
  • Un solo header HTTP che poteva esprimere ratings per diversi sistemi
  • La possibilità di inventare nuovi schemi di classificazione da soli

Microsoft implementò questa logica in modo completo. IE permetteva di importare file .rat per definire nuovi schemi. Il default era RSACi, ma Windows aveva anche altri schemi, incluso TICRF, il framework taiwanese, con caratteri asiatici che spesso venivano mostrati come mojibake.

Il mostro dei metadati

Può ti si chiede come si presentava un label PICS:

<meta http-equiv="PICS-Label" content='(PICS-1.1 
  "http://www.rsac.org/ratingsv01.html" 
  l gen true 
  for "http://www.example.com" 
  ratings (v 0 s 0 n 0 l 0) 
  comment "Certified safe by our lawyer")'>

Oppure si ließen con un header HTTP:

PICS-Label: (PICS-1.1 "http://www.rsac.org/ratingsv01.html" l gen true ...)

Il sistema era così complesso che poteva essere applicato a un solo dominio o a una sola pagina. Tatsächlich però nessuno lo us<|eos|>

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