Quando la gratuità non è per sempre: la crisi dei finanziamenti che minaccia le infrastrutture della scienza aperta
Il sogno della scienza aperta è sempre stato allettante nella sua semplicità: rendere dati di ricerca, codice e risultati liberamente accessibili a tutti. Per anni, piattaforme come OSF (Open Science Framework) e iniziative simili hanno costruito questa realtà, offrendo ai ricercatori uno spazio per condividere il proprio lavoro, collaborare oltre i confini e spingere i limiti di ciò che è possibile quando la conoscenza fluisce liberamente.
Ma ecco la scomoda verità che nessuno vuole affrontare: qualcuno deve pagare per i server. Qualcuno deve finanziare gli ingegneri che mantengono operative queste piattaforme. Qualcuno deve coprire i costi di archiviazione di terabyte di dati di ricerca, servire milioni di download e garantire un uptime del 99,99% per i flussi di lavoro scientifici critici.
Il costo nascosto del "gratuito"
Ci siamo abituati all’idea che l’infrastruttura digitale debba essere gratuita. GitHub ci ha fornito repository senza costi. Google ci ha dato editor di documenti. Nature ci ha offerto server per preprint. Ma tutta questa infrastruttura richiede server fisici, elettricità, banda larga e competenze umane per essere mantenuta.
Per le piattaforme di scienza aperta, ciò crea un paradosso particolarmente doloroso. La loro missione è democratizzare l’accesso alla conoscenza, il che significa mantenere i prezzi bassi o nulli. Ma prezzi bassi implicano margini sottilissimi e continue battaglie per la raccolta fondi. Quando le sovvenzioni si esauriscono e i donatori si spostano verso progetti più allettanti, queste piattaforme si trovano a dover fare scelte impossibili.
Cosa succede quando le luci si spengono?
Le implicazioni vanno ben oltre la chiusura di una singola piattaforma. Quando i ricercatori caricano codice e dati su questi sistemi, stanno scommettendo a lungo termine sul fatto che l’infrastruttura esisterà ancora quando qualcuno avrà bisogno di accedere a quel lavoro tra cinque, dieci o vent’anni. Dati climatici del 2015. Studi genomici del 2020. Ricerche sul COVID-19 del 2021.
Se le piattaforme falliscono, un decennio di conoscenza scientifica accumulata potrebbe diventare inaccessibile. La riproducibilità, pietra angolare dell’integrità scientifica, diventa impossibile quando non si possono accedere ai dati originali e al codice che hanno prodotto un risultato.
Non si tratta solo di una preoccupazione accademica. Le startup che costruiscono sulla ricerca pubblicata hanno bisogno che i dati sottostanti siano affidabili e accessibili. Gli sviluppatori che creano strumenti per la comunità scientifica hanno bisogno di piattaforme stabili su cui costruire. L’intero ecosistema della ricerca e dello sviluppo assistito dall’intelligenza artificiale dipende dall’accesso a dataset aperti puliti e ben mantenuti.
La via da seguire: scienza aperta sostenibile
Qual è dunque la soluzione? La comunità deve avere conversazioni oneste sui modelli di finanziamento sostenibili prima che una crisi imponga il dibattito.
Alcune piattaforme stanno sperimentando abbonamenti istituzionali, in cui università e organizzazioni di ricerca pagano la loro giusta quota. Altre stanno esplorando modelli ibridi con livelli freemium per i singoli ricercatori e servizi premium per le organizzazioni che possono permetterseli. Alcune stanno spingendo per cambiamenti politici che obblighino le agenzie di finanziamento a prevedere budget per la manutenzione dell’infrastruttura, non solo per i costi iniziali della ricerca.
C’è anche un crescente interesse per gli approcci decentralizzati: l’uso di sistemi distribuiti e tecnologia blockchain per creare alternative resilienti e gestite dalla comunità, che non dipendano da una singola fonte di finanziamento o organizzazione.
Cosa sviluppatori e startup dovrebbero sapere
Se state costruendo prodotti o servizi che dipendono dall’infrastruttura di scienza aperta, questa crisi di finanziamento dovrebbe essere nel vostro radar. Ecco alcune cose da considerare:
Diversificate le vostre fonti di dati. Non costruite l’intero modello di business attorno a una singola piattaforma. Mantenete backup, fate il mirroring dei dataset critici e supportate più fonti di dati scientifici aperti.
Supportate le piattaforme che utilizzate. Se la vostra startup beneficia della ricerca di scienza aperta, considerate di contribuire alle piattaforme che rendono possibile quella ricerca. Sponsorizzazioni, donazioni di funzionalità e finanziamenti diretti sono tutti utili.
Promuovete il cambiamento politico. Scrivete ai vostri rappresentanti riguardo al finanziamento dell’infrastruttura scientifica. Spingete per requisiti di sovvenzione che includano budget per la manutenzione a lungo termine.
Pianificate per la volatilità. Il panorama della scienza aperta continuerà a cambiare mentre le piattaforme si consolidano, falliscono o si trasformano. Costruite sistemi resilienti in grado di adattarsi