La modifica della politica sui crawler di Cloudflare di settembre: cosa significa per l’accesso AI al tuo sito web
- Introduzione che spiega la modifica
- Cosa significano le modifiche per i proprietari di siti web
- Il collegamento con Googlebot
- Come vengono valutati i crawler multiuso
- Implicazioni per il settore
- Cosa dovrebbero fare i proprietari di siti web
La nuova realtà per il traffico dei crawler
Cloudflare ha introdotto importanti modifiche alle sue impostazioni predefinite per i crawler il 15 settembre e, onestamente, questo cambiamento coglierà di sorpresa molti proprietari di siti web. Se avete bloccato i crawler per l’addestramento dell’IA per proteggere i vostri contenuti, potreste voler ricontrollare le vostre impostazioni, perché quelle stesse configurazioni potrebbero ora bloccare anche Googlebot.
Si tratta di una questione rilevante. Googlebot è essenzialmente il vostro biglietto per la visibilità nei motori di ricerca. Perdere quell’accesso significa vedere il vostro traffico organico evaporare più velocemente di un’istanza server durante un attacco DDoS.
Perché questo cambiamento improvviso?
Cloudflare sta facendo una dichiarazione su come categorizza e gestisce il traffico dei crawler. Il cambiamento chiave riguarda il modo in cui vengono valutati i crawler multiuso. In precedenza, i crawler potevano ottenere una deroga a determinate restrizioni se svolgevano più funzioni. Ora, Cloudflare giudica questi crawler per ogni singola attività che svolgono, il che significa che se un crawler include componenti per l’addestramento dell’IA, potrebbe attivare blocchi che influiscono anche sulla legittima funzionalità di ricerca.
Pensatelo come a un posto di blocco di sicurezza. Prima, se avevate un pass VIP per una funzione, passavate per tutto. Ora, ogni funzione viene valutata separatamente. I vostri contenuti potrebbero essere preziosi per i risultati di ricerca, ma se lo stesso bot addestra anche modelli di IA? Bloccato.
Le implicazioni per i proprietari di siti web
Ecco dove la questione diventa pratica. Se utilizzate le funzionalità di gestione dei bot di Cloudflare per bloccare i crawler IA, dovete immediatamente verificare la vostra configurazione. I siti che hanno bloccato proattivamente i crawler per l’addestramento dell’IA potrebbero scoprire che il loro accesso a Googlebot è ora compromesso a causa del funzionamento delle nuove impostazioni predefinite di Cloudflare.
Questo crea una situazione difficile per i creatori di contenuti e le aziende. Da un lato, potreste non voler che i vostri contenuti proprietari alimentino modelli di IA che competono con voi. Dall’altro, essere invisibili a Google è sostanzialmente un suicidio digitale per la maggior parte delle attività online.
Cosa deve fare un proprietario di siti web?
Innanzitutto, controllate subito le impostazioni della vostra dashboard Cloudflare. Esaminate in particolare le configurazioni relative a bot e crawler. Se state bloccando i crawler IA noti, potreste dover creare regole più granulari che distinguano tra crawler di ricerca e bot per l’addestramento dell’IA.
In secondo luogo, considerate le implicazioni a lungo termine di questo approccio. Man mano che l’IA diventa più integrata nel modo in cui i contenuti vengono scoperti e consumati, i confini tra “crawler di ricerca” e “crawler per l’addestramento dell’IA” si faranno sempre più sfumati. Questa potrebbe essere la prima di molte modifiche alle politiche che vedremo mentre il settore cerca di affrontare questa nuova realtà.
Il quadro generale
Questa mossa di Cloudflare riflette la crescente tensione nell’ecosistema web attorno ai dati per l’addestramento dell’IA. I creatori di contenuti vogliono protezione; le aziende di IA hanno bisogno di dati; i motori di ricerca devono mantenere la loro funzionalità principale. Cloudflare, trovandosi al livello di rete per milioni di siti web, sta ora prendendo decisioni politiche che influenzano tutte e tre le parti.
Che siate d’accordo o meno con l’approccio di Cloudflare, una cosa è chiara: l’era in cui tutto il traffico dei crawler veniva trattato allo stesso modo sta finendo. I proprietari di siti web devono diventare più intenzionali su chi autorizzano ad accedere ai loro contenuti e perché.
In definitiva, tutto si riduce al controllo. Cloudflare sta offrendo agli operatori dei siti web un maggiore controllo sull’accesso dei crawler, ma quel controllo comporta complessità. E nel mondo dell’hosting web e della gestione dei domini, la complessità è qualcosa di cui dobbiamo sempre anticipare le conseguenze.
Rimanete vigili, controllate le vostre impostazioni e ricordate: ogni decisione di blocco dei bot ha effetti a catena.