AWS e Google si alleano: cosa cambia davvero per chi usa il cloud

AWS e Google si alleano: cosa cambia davvero per chi usa il cloud

Mag 22, 2026 aws google cloud multicloud architecture cloud networking egress fees cloud economics infrastructure costs cloud security

La rivoluzione multicloud: come il nuovo accordo tra AWS e Google sta cambiando le regole

Per anni il vero ostacolo al multicloud è stato il costo del trasferimento dati. Le tariffe di uscita tra cloud diversi si accumulavano rapidamente, rendendo economicamente sconveniente distribuire i carichi di lavoro su più provider. Molti team finivano così per restare legati a un solo fornitore, anche quando altre soluzioni sarebbero state più adatte.

Adesso le cose stanno cambiando.

Addio alle tariffe di uscita

Con il lancio di AWS Interconnect multicloud, disponibile da aprile 2026, AWS e Google Cloud hanno introdotto un collegamento privato diretto tra le loro infrastrutture. Non si tratta più di pagare per ogni gigabyte trasferito. Il modello si basa invece su una tariffa fissa per la larghezza di banda.

Questo significa che chi ha bisogno di trasferire grandi quantità di dati può farlo senza temere bollette impreviste. Il collegamento evita del tutto il pubblico internet e si appoggia alla dorsale globale di AWS. Ne derivano costi più controllabili, latenza ridotta e una migliore gestione della sicurezza.

Un’operazione semplice da gestire

Uno dei punti di forza di AWS Interconnect multicloud è la sua semplicità. Non richiede competenze avanzate di networking.

La connessione viene configurata con collegamenti ridondanti in data center fisicamente diversi. La crittografia MACsec protegge il flusso di dati al livello fisico. Non è necessario configurare BGP o gestire indirizzi IP tra i peer. Tutto si attiva in pochi minuti tramite console AWS, CLI o API.

Il servizio permette inoltre di regolare la larghezza di banda in base alle esigenze, senza dover smontare l’infrastruttura. Per i workload che variano nel tempo, questa flessibilità rappresenta un vantaggio concreto.

Un modello di prezzo più trasparente

AWS ha definito cinque livelli tariffari basati sulla distanza geografica. La tariffa è a ora e dipende dalla larghezza di banda scelta. Trasferire 100 TB o 1 PB non cambia il costo mensile.

Per le aziende che prima affrontavano spese di uscita nell’ordine di migliaia di euro, questo nuovo approccio rende il trasferimento dati tra cloud più prevedibile e meno oneroso.

AWS offre anche un livello gratuito per il testing: un collegamento locale da 500 Mbps gratuito per regione, valido dal maggio 2026.

Non solo AWS e Google: un approccio aperto

AWS ha pubblicato su GitHub una specifica API per consentire ad altri provider di integrarsi con la stessa infrastruttura. L’obiettivo è creare un sistema basato su standard aperti, non creare nuovi lock-in.

Al momento sono già confermate le integrazioni con Azure e Oracle Cloud. Il sistema è stato progettato per permettere anche ai provider regionali di partecipare senza trattative complesse.

Regioni disponibili al lancio

Al momento il servizio copre cinque coppie di regioni:

  • Nord America: US East (N. Virginia), US West (N. California), US West (Oregon)
  • Europa: London, Frankfurt

Google gestisce il lato del suo Cross-Cloud Interconnect, mentre AWS fa altrettanto su suo il suo lato.

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